amnistia

Caro Renzi, per riformare bisogna prima legalizzare

Facendo trionfare Renzi, una parte consistente dell’elettorato del Pd -e non solo loro- vuole chiudere i conti con l’esperienza fallimentare di gruppi dirigenti “post-tutto” e conservatori di vecchie rendite di posizione. Renzi dispone ora di una risorsa di popolarità formidabile per “cambiare le cose”. Ma cosa c’è da cambiare?
Se il problema fosse solo quello delle singole “politiche”, sapremmo che ci possiamo aspettare novità (per me più positive che negative) sul piano delle riforme economichemeno su quelle istituzionali, poco o nulla sulle libertà civili(tema sul quale il Sindaco ostenta la massima genericità eludendo il nodo del diritto all’autodeterminazione individuale). 

Caso Cancellieri: Cari Capipartito, dimettetevi voi!

La domanda, fino ad oggi utilizzata contro Anna Maria Cancellieri, è stata: "e gli altri detenuti?".  Sarebbe fondamentale per la salvezza di questa malconcia Repubblica, che tale domanda non smettesse di essere posta, ma che riecheggiasse ogni giorno, come una ossessione, da oggi in poi: "e gli altri detenuti?"

L'unica pena? E' preventiva

Arresti, arresti, arresti, tanto poi va tutto in prescrizione, e l'unica pena è quella preventiva, cioè mediatica. Amnistia legale, contro l'impunità dell'amnistia di fatto!

Diritti civili, Agenda Monti e Agenda Napolitano

“Si può avere un’agenda politica che ricacci sullo sfondo, o ignori del tutto, i diritti civili?”, chiede Stefano Rodotà dalle colonne di Repubblica, riferendosi all’agenda Monti. Una prima risposta è che sì, si può: è quello che hanno fatto i partiti per 65 anni, quando non costretti dai referendum radicali o da lotte come quelle di Coscioni e Welby”.

da Napolitano a Grillo, tutti uniti dal silenzio sulle condanne europee e sull'amnistia

Il caso politico che appassiona il regime italiano sono le divisioni interne alla cosiddetta sinistra sulla questione giustizia. Sul tema si stanno verificando psicodrammi e rotture, lancio d'anatemi e insulti che anche soggetti esterni al campo un tempo definito "progressista". 

Eppure c'è una cosa che li accomuna ed unisce tutti, da Napolitano a Grillo, da Bersani a Di Pietro, passando per Scalfari e Travaglio, per Gustavo Zagrebelsy e per Violante: nessuno di loro ha trovato una parola da spendere sulla flagranza criminale dello Stato italiano in materia di giustizia, sul record di condanne della Corte europea dei diritti umani, sulla lettera dei 130 Costituzionalisti che si sono rivolti al Capo dello Stato per richiamare la necessità di un provvedimento di amnistia e di un suo messaggio alla Camere sul tema del rientro nella legalità costituzionale. Costoro, proprio come Berlusconi, Maroni o Casini, non pensano si debba fare nulla, non hanno una proposta, non vogliono che se ne discuta. Il campo resta libero per dibattere su se e come lo Stato trattò con la criminalità mafiosa vent'anni fa e su quali intercettazioni possono essere utilizzate. Silenzio tombale, invece, sullo Stato criminale seriale di oggi, a Strasburgo come nei tribunali e nelle carceri.

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano:

27 agosto 2012

CARCERE:"SAN VITTORE ILLEGALE, SI ATTUI LA COMMISSIONE CHIESTA 7 MESI FA DAL CONSIGLIO. GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO D

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo

Stamane con una delegazione del Consiglio comunale abbiamo visitato il carcere di San Vittore a Milano. La condizione di assoluta illegalità nella quale sono costretti sia i detenuti che gli agenti è confermata e aggrevata: la capienza è di 500 detenuti, la capienza "tollerata" è di 785, ma i detenuti sono 1.600.

Sono ormai passati quasi 7 mesi da quando, il 22 Dicembre 2011, il Consiglio comunale -su iniziativa del Radicale Lucio Bertè- aveva approvato una mozione che impegna il Sindaco Pisapia "a deliberare la formazione di una Commissione tecnica ad hoc con competenze medicosanitarie, di igiene edilizia e sicurezza degli impianti, per rielvare le condizioni di vita" nelle carceri milanesi".

Intervento al Comitato nazionale di Radicali italiani

Dall'Amnistia a una nuova campagna referendaria nazionale, ecco l'audiovideo del mio intervento (anche se l'immagine è quella di Staderini... ma poi arrivo :-) )

 

 

L’altro “crollo” che fa rischiare Monti (con invito alla Marcia del 25 aprile)

Ci sono due crolli sotto i quali rischia di restare schiacciato il Governo Monti, insieme a tutte le istituzioni. Il primo riguarda il sistema economico finanziario, ed è il rischio dalle conseguenze più immediate. Ma almeno se ne parla, nel senso che è al centro del dibattito anche transnazionale. Che le soluzioni non siano in vista, e che forse non lo saranno almeno fino a che non  divengano esse stesse transnazionali, è un discorso che ci porterebbe lontano.

Amanti della legalità, spiegateci l’alternativa all’amnistia. Oppure, ci vediamo alla marcia.

Mettiamo pure in conto che noi Radicali siamo fatti così: sempre dalla parte dei peggiori criminali politici e mafiosi. Poco importa se i criminali politici uscirebbero dissanguati dal rispetto dei nostri referendum contro il finanziamento pubblico, se i criminali mafiosi uscirebbero dissanguati dall’antiproibizionismo sulle droghe, e se entrambi avrebbero da temere da processi non destinati alla prescrizione. Lasciate pure perdere i Radicali, e provate a rispondere alla domanda che solo i Radicali pongono: come si smaltisce il carico di circa 9 milioni di processi pendenti che distrugge la giustizia italiana mandando in prescrizione circa 185.000 procedimenti all’anno?Ci sono un paio di risposte, relative a obiettivi validi e condivisibili: 1.

Contro l'impunità: amnistia legale

Dicono tutti che l'amnistia è impopolare. Ma se alla gente si spiegasse che la scelta non è tanto tra "amnistia sì" e "amnistia no", quanto tra "amnistia legale" (quella proposta da Pannella) e "amnistia clandestina" (quella in vigore, con 180.000 procedimenti giudiziari prescritti ogni anno), allora anche la "popolarità" della proposta radicale sarebbe diversa.

 

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