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Non passiamo dalla circonvenzione di elettore all'eliminazione del Parlamento

Si chiama "Parlamento" perché lì si dovrebbe parlare, ascoltare e votare "senza vincolo di mandato". Poi gli elettori giudicano, o abrogano con referendum. Se si introduce il vincolo di mandato, si fa prima a abolire il Parlamento. Contro il trasformismo e la "circonvenzione di elettore", come la chiama Grillo, serve un sistema elettorale con collegi uninominali e un potenziamento del servizio pubblico di Radio radicale per spiegare davvero a tutti gli interessati ciò che accade dentro, con tanto di tribune elettorali, che invece sono abolite da anni contro la legge.

Il Parlamento è minacciato sia dallo scioglimento che dalle "larghe intese" per controriforme elettorali

Il ruolo del Parlamento italiano, già compromesso da una legge elettorale che affida ai partiti un potere assoluto nella nomina dei candidati, è oggi più che mai messo in pericolo.

Infatti, da un lato vi sono le quotidiane minacce di ricorso alle urne da parte di un Presidente del Consiglio al quale la Costituzione non assegna il potere di sciogliere le Camere, come ricorda oggi nel suo intervento su Repubblica Andrea Manzella, il quale richiama la necessità di difendere il Parlamento da chi lo vuole "cancellare"; a tali minacce berlusconiane e bossiane risponde e corrisponde il gioco del tanto peggio tanto meglio giocato ad esempio da Di Pietro, la cui strategia coincide non a caso a quella di Berlusconi.

Dall'altro lato però, anche la proposta del Partito democratico di realizzare Esecutivi di "larghe intese", o di "salute pubblica", con l'obiettivo principale di cambiare la legge elettorale, rappresenta un tentativo di confondere i piani delle responsabilità istituzionali. Se infatti un Governo può benissimo avanzare proposte e avere  posizioni in materia di legge elettorale, la pretesa di far coincidere la missione principale di un futuro Governo con la definizione di regole necessariamente destinate a fare gli interessi dei partiti che ne farebbero parte snaturerebbe la funzione del Governo, proprio nel bel mezzo di una crisi economica e sociale che richiederebbe risposte rapide e coerenti. Una maggioranza fondata su una proposta di legge elettorale -prevedibilmente su una proposta di controriforma proporzionalistica- si troverebbe nella necessità di cancellare sia la libera dialettica parlamentare che l'ascolto di un'opinione pubblica ormai da vent'anni solidamente favorevole al "modello americano", maggioritario uninominale.

Il tentativo di cancellazione del Parlamento, paventato da Manzella, non riguarda dunque soltanto l'ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, ma anche l'ipotesi di un Esecutivo di "salute pubblica" che abbia come compito prioritario la controriforma elettorale. 

 

7 agosto 2010

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