lombardia

Inchiesta Monza parte da nostro accesso agli atti. Che invece Milano ci ha negato. Se va bene finisce tra qualche anno.

L'inchiesta aperta a Monza su eventuali firme false è nata da un accesso agli atti presentato all'Uffcio elettorale di Monza da parte dei rappresentanti della Lista Amnistia Giustizia Libertà, che avevano notato come alcune centinaia di firme fossero state autenticate dalla stessa persona lo stesso giorno in una decina di Comuni diversi. A seguito di tale accesso agli atti, hanno depositato delle osservazioni in tal senso presso l'ufficio elettorale.

TRA ILLEGALITA' E GIUSTIZIALISMO, DEGNO EPILOGO DEL CONSIGLIO REGIONALE ABUSIVO DELLA LOMBARDIA


Il Consiglio regionale abusivo della Lombardia, costituitosi sulla base della più grande ed impunita truffa elettorale, prosegue come aveva iniziato: alternando illegalità e giustizialismo, tra chi fa politica proteggendo un sistema di potere trasversale e chi (spesso sono gli stessi) la fa sull'onda delle inchieste ogni volta che colpiscono l'altra parte.

Fa un po'  impressione assistere alla curva Nord di Maroni che fa la Ola per gli (altrui) avvisi di garanzia  -come ai vecchi tempi del cappio- e la curva Sud di Ambrosoli che promette allucinanti epurazioni in massa per gli indagati sulle note spese.

Avviso ai manifestanti: diffidare di coloro che, per ribellarsi", hanno atteso che Formigoni cadesse nel fango


Con tantissimi di coloro che manifesteranno anche domani "contro Formigoni" condividiamo la speranza che la chiusura del ventennio formigoniano possa coincidere con l'apertura di una stagione finalmente democratica a partire dalla Lombardia. Sono certo che avrebbero partecipato volentieri in questi anni ai solitari presidi radicali contro Firmigoni e il Consiglio regionale abusivo, se soltanto i capi dei loro partiti e i tenutari della disinformazione televisiva nazionale non glieli avessero nascosti.

L`insostenibile silenzio su Formigoni: il caso Lombardia

L’Unità 13-11-2010

di Valter Vecellio (direzione nazionale radicali)
 
È  un interrogativo che chiede risposta al segretario   del Pd Pierluigi Bersani, ma anche   agli altri leader di opposizione: Nichi  Vendola, Antonio Di Pietro, perfino Beppe   Grillo. L`interrogativo di chi non comprende i   loro silenzi su una vicenda scandalosa, e che in   altri paesi di consolidata democrazia sarebbe dibattuta,   chiarita, se ne chiederebbe ragione e l`opinione   pubblica verrebbe messa in condizione di   sapere, e poter giudicare.   Parlo dell`affaire Formigoni.

Intervista a Repubblica, 23 ottobre, cronaca di Milano

 

Cappato non si ferma "Ora dal governatore pretendiamo la verità"

II radicale: abbiamo presentato documenti incontestabili

Marco Cappato, ex europarlamentare radicale, è soddisfatto della decisione della Procura?
«Noi avevamo prodotto e pubblicato una documentazione incontestabile, infatti nessuno si è ancora azzardato a contestarla nel merito. L`iniziativa della Procura era doverosa. Ci auguriamo che possa fare il suo corso in tempi rapidissimi. Perché quando c`è di mezzo la materia elettorale quello di accertare la verità con la massima rapidità è un dovere non solo nei confronti delle persone interessate, ma di milioni di elettori».
Ora che cosa si aspetta?
«Sul piano giudiziario, ci aspettiamo che non si indaghi semplicemente su dei “falsi”, ma sulla dinamica e sulle responsabilità di una operazione di massiccia falsificazione delle elezioni. Che non può essere certo imputata alla iniziativa individuale e autonoma di singoli autenticatori».
C`è un altro piano, oltre a quello giudiziario?
«Quello più importante: la responsabilità politica. Non essendo stata in alcun modo contestata la documentazione che abbiamo prodotto, il presidente della Regione, dopo aver per sei mesi coperto la verità sull`accaduto, addirittura accusando noi radicali di aver manomesso i moduli e di raccontare falsità, ha il dovere davanti all`opinione pubblica di raccontare tutto quello che sa senza aspettare che siano le inchieste a dircelo».
Lui dice solo che volete sovvertire la volontà popolare.
«Nessuno contesta il consenso di Formigoni, ma è evidente che la democrazia è fatta innanzitutto di rispetto delle regole. La sua popolarità non può e non deve diventare la scusa per provare a nascondersi dietro i tempi incivili della giustizia italiana. È un dovere politico prima ancora che giudiziario che Formigoni racconti subito la sua verità su quanto accaduto sia sulle firme che sulle pressioni esercitate attraverso gli esponenti della cosiddetta P3 su organi giudiziari».
Lo farà?
«Se ci fosse un`informazione libera sarebbe obbligato a farlo. Essendo in Italia e dopo aver visto che nemmeno Michele Santoro e Pierluigi Bersani gli hanno sollecitato una risposta, non mi faccio illusioni, anche se non mi rassegno».
Sta dicendo che nell`informazione non esiste solo il caso Saviano?
«In Italia non manca attenzione e reazione sugli scandali e le censure, ma c`è un istintivo rifiuto ad occuparsi di episodi relativi alla violazione dei diritti civili e politici dei cittadini».
Perché il vertice nazionale del Pd dovrebbe stare zitto?
«È lo stesso motivo per cui il Pd ha poi votato il Parlamento la leggina "salvaliste" che recepiva il decreto contro il quale eravamo insieme scesi in piazza. Non hanno ancora imparato a fare della legalità una bandiera e una premessa per la lotta politica, che è il contrario del giustizialismo».
Se Formigoni è così forte perché avrebbe fatto una macchinazione?
«Sedici anni di poter ininterrotto producono inevitabilmente un sistema di potere pervaso anche da senso di impunità. Hanno cambiato le liste fino all`ultimo, falsificato centinaia di firme perché convinti che nessuno avrebbe controllato. Potremmo dire ancora una volta con Omero che nessuno sono i radicali».

 

REGIONALI: RADICALI, CAPPATO CANDIDATO PRESIDENTE IN LOMBARDIA, BONINO CAPOLISTA

Milano, 18 gen. (Adnkronos) - I radicali corrono da soli alle elezioni regionali in Lombardia, con la candidatura di Marco Cappato a presidente e quella di Emma Bonino a capolista per Milano, Bergamo e Brescia.

 

Il Corsera s'inventa l'accordo radicale con Penati

Domanda di Carlo
ciao marco!ho sentito che state formalizzando l'alleanza con penati in lombardia:quali punti fermi avete posto?infine,in coalizione non ci sono sbarramenti,sbaglio?
ciao!!!

Risposta di Marco Cappato:
Carlo, ciò che hai sentito è destituito di fondamento, risultato di un articolo del Corriere della Sera nel quale si crea fantasiosamente la notizia di un nostro accordo con Penati. In realtà nessuna decisione è stata presa ancora sulla nostra candidatura alla Presidenza della Lombardia, né ne abbiamo discusso con Penati e Bersani.

www.marcocappato.it

Condividi contenuti