giustizia

Caso Cancellieri: Cari Capipartito, dimettetevi voi!

La domanda, fino ad oggi utilizzata contro Anna Maria Cancellieri, è stata: "e gli altri detenuti?".  Sarebbe fondamentale per la salvezza di questa malconcia Repubblica, che tale domanda non smettesse di essere posta, ma che riecheggiasse ogni giorno, come una ossessione, da oggi in poi: "e gli altri detenuti?"

L'unica pena? E' preventiva

Arresti, arresti, arresti, tanto poi va tutto in prescrizione, e l'unica pena è quella preventiva, cioè mediatica. Amnistia legale, contro l'impunità dell'amnistia di fatto!

da Napolitano a Grillo, tutti uniti dal silenzio sulle condanne europee e sull'amnistia

Il caso politico che appassiona il regime italiano sono le divisioni interne alla cosiddetta sinistra sulla questione giustizia. Sul tema si stanno verificando psicodrammi e rotture, lancio d'anatemi e insulti che anche soggetti esterni al campo un tempo definito "progressista". 

Eppure c'è una cosa che li accomuna ed unisce tutti, da Napolitano a Grillo, da Bersani a Di Pietro, passando per Scalfari e Travaglio, per Gustavo Zagrebelsy e per Violante: nessuno di loro ha trovato una parola da spendere sulla flagranza criminale dello Stato italiano in materia di giustizia, sul record di condanne della Corte europea dei diritti umani, sulla lettera dei 130 Costituzionalisti che si sono rivolti al Capo dello Stato per richiamare la necessità di un provvedimento di amnistia e di un suo messaggio alla Camere sul tema del rientro nella legalità costituzionale. Costoro, proprio come Berlusconi, Maroni o Casini, non pensano si debba fare nulla, non hanno una proposta, non vogliono che se ne discuta. Il campo resta libero per dibattere su se e come lo Stato trattò con la criminalità mafiosa vent'anni fa e su quali intercettazioni possono essere utilizzate. Silenzio tombale, invece, sullo Stato criminale seriale di oggi, a Strasburgo come nei tribunali e nelle carceri.

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano:

27 agosto 2012

Intervento al Comitato nazionale di Radicali italiani

Dall'Amnistia a una nuova campagna referendaria nazionale, ecco l'audiovideo del mio intervento (anche se l'immagine è quella di Staderini... ma poi arrivo :-) )

 

 

LA "PRESCRIZIONE BREVE" AGGRAVEREBBE L'AMNISTIA SELVAGGIA

Silvio Berlusconi è "sceso in campo" oltre 16 anni fa, dei quali oltre la metà passati come Presidente del Consiglio. Da allora, non si è vista alcuna delle riforme della giustizia più volte promesse, che fossero le sue o quelle del fedele alleato Bossi: niente separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale.
Gli esecutivi di Berlusconi hanno invece proseguito e ereditato il peggio della tradizione illiberale, corporativa e politicizzata della giustizia italiana, occupandosi solo di proteggere gli interessi personali di Berlusconi stesso e dei suoi protetti.
Per due volte Berlusconi ha anche sabotato i referendum radicali di riforma della giustizia, truffando gli elettori nel raccontare loro che non c'era bisogno di andare a votare perché ci avrebbe pensato lui una volta al Governo.
Per tutti questi motivi, pur ribadendo l'interesse dei Radicali a realizzare riforme come la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati, c'è da aspettarsi che l'unica promessa alla quale il Presidente del Consiglio è veramente intenzionato a dare seguito sia quella del cosiddetto "processo breve".
Si tratta, in realtà, di una proposta che, non incidendo in alcun modo né su tipologie di reati da depenalizzare, né sul meccanismo dell'obbligatorietà dell'azione penale, potrà solo tradursi in una "prescrizione breve". Infatti, ridurre i tempi dei processi senza ridurre il carico dei 13 milioni di processi pendenti significa semplicemente aumentare il carico delle prescrizioni -già oltre 250.000 all'anno- e dunque aggravare l'impunità generalizzata in Italia, la vera e propria amnistia selvaggia che tutti, a partire dalla Lega e da Di Pietro, fingono di non vedere.
 21 agosto 2010

L'opposizione la smetta di esercitarsi su futuribili maggioranze, e lotti, magari per la giustizia giusta.

La condizione di sfascio e di crisi politica, economica e sociale del nostro Paese è aggravata non soltanto dall’inerzia impotente di una maggioranza occupata da faide interne e guerra di dossier, ma anche dal comportamento delle opposizioni ufficiali –cioè quelle alle quali non è negato l’accesso alle televisioni, come invece accade a noi Radicali- che si dimostrano incapaci di esprimere un’alternativa. Il fatto che le opposizioni non trovino niente di meglio da fare che esercitarsi con la fantasia su nomi e equilibri di ipotetiche maggioranze futuribili-da incollare assieme dopo ancor più ipotetiche crisi di governo, magari per realizzare l’ennesima controriforma elettorale all’italiana- è il segno dell’autoriduzione a un ruolo subalterno alla maggioranza che c’è oggi.

 

 

Come Radicali continuiamo ostinatamente a proporre di usare questa legislatura per fare del Parlamento italiano il terminale istituzionale di lotte sociali non più rinviabili, pena l’aggravarsi del connotato criminale dello Stato italiano. Di tali lotte, la prima e la più urgente riguarda lo stato comatoso di una giustizia del tutto fuorilegge e contraria a ogni standard europeo e internazionale, che ha come appendice la tortura sistematicamente praticata nelle carceri italiane.

Affinché vi sia almeno la consapevolezza di quanto sta accadendo nel nostro Paese, c’è da augurarsi che in queste ultime ore possa aumentare il numero dei Parlamentari, di qualsiasi parte politica, che decidono di cogliere l’occasione offerta dall’iniziativa del “Ferragosto in carcere” promossa da Rita Bernardini e da Radicali italiani.

12 agosto 2010

Radicali, Berlusconi e la mancata Riforma della giustizia

Domanda di Saverio Caracciolo
Cappato ha scritto:
>Una grande amnistia per la riforma della giustizia: è la nostra proposta, che >include l'abrogazione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la responsabilità >civile dei magistrati.

Gentile Cappato,

Amnistia, unica via

Nel difendere il principio astratto dell’obbligatorietà dell’azione penale, il Vice-Presidente del CSM Mancino è oggi arrivato ad affermare che “altrimenti imbocchiamo la strada della discrezionalita' che e' anche la strada dell'arbitrio”. Con la assoluta spudoratezza propria di ogni potente del regime italiano, il Vice-Presidente ha aggiunto che “ la discrezionalità che sfiora l'arbitrio non e' concepibile in un Paese civile come il nostro, anche se oggi i giornali ci fanno più africani che europei”.

ESCLUSIONE RADICALI NECESSARIA PER RISSA GIUSTIZIALISTI CONTRO PARTITOCRATI

Da mesi i Radicali, grazie all’azione del Segretario di Radicali lucani Maurizio Bolognetti, hanno denunciato le pressioni e i condizionamenti subiti dal Sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris (al quale è già stata sottratta con un risibile pretesto un’importante inchiesta) e soprattutto i silenzi della magistratura organizzata, le cui componenti sono tutte ben rappresentate e ben remunerate presso il Ministero della Giustizia, come abbiamo dettagliatamente documentato.

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