Referendum radicali nel servizio del tg3 Lombardia

 A questo link dal minuto 12.10 il servizio del tg 3 Lombardia sul pacchetto referendario radicale

Sul bilancio comunale c'è un'esigenza di trasparenza (Corriere della Sera, 24/06/13)

L'autorità di bilancio della capitale economica del Paese -il Consiglio comunale di Milano- predisporrà il bilancio preventivo 2013 del Comune a fine settembre 2013. Il “preventivo” sarà un “consuntivo”. Nel frattempo, 47 suoi componenti su 48 (escluso il Sindaco) non hanno ricevuto nemmeno un documento con delle cifre, né sulla proposta che la Giunta Pisapia predisporrà, né sui soldi già spesi.

Se è vero che i Parlamenti sono nati sui bilanci -fu la Magna Carta del 1215 a vietare al sovrano di imporre nuove tasse senza il consenso del "commune consilium regni"- la proroga governativa da giugno a fine settembre della scadenza per i preventivi comunali è una spia del degrado della vita democratica. Approvare a settembre un bilancio già speso per nove dodicesimi significa rinunciare ad esprimere (pubblicamente!) indirizzi strategici di spesa, riducendosi alla navigazione a vista tra gli scogli della crisi e degli ordini e contrordini impartiti da Roma.

La responsabilità di quanto accade è in buona parte dello Stato nazionale. Stravolgendo in continuazione il quadro normativo su imposte come l'IMU, getta nell'incertezza le amministrazioni locali. Pretendere però di governare tale incertezza ritardando la preparazione dei bilanci aggrava le difficoltà, con conseguenze lesive della vita democratica. La logica emergenzialista del fatto compiuto sottrae ogni potere e conoscenza alle persone elette dai cittadini per decidere sull'uso delle risorse pubbliche. La retorica del “bilancio partecipato” -per il quale è necessario un coinvolgimento dei cittadini alimentato da dati chiari e disponibili in anticipo- si scontra con una realtà dove nemmeno i 48 (meno uno) componenti del Consiglio comunale “partecipano”, se non per le vie interne dei rapporti con gli "uffici" o nelle dichiarazioni basate su indiscrezioni che trapelano dagli assessorati.

Qualcuno vorrà consolarsi pensando che il metodo non è tutto, e che il fine di far quadrare i conti giustifica il mezzo di un processo decisionale a-democratico. Da radicale, sono convinto che un pessimo metodo non possa che determinare risultati scadenti. Ne è un caso se dall'attuale dibattito sui conti milanesi sono rimosse le partite determinanti per il futuro della città. Ci si infiamma e si polemizza sui ritocchi delle tariffe e delle addizionali, ma sono scomparse dal dibattito le strategie sulle risorse vere, quelle patrimoniali: sul debito, gli investimenti, il futuro delle aziende partecipate. Così facendo, sono proprio le parole d'ordine della Giunta “arancione”, come la valorizzazione dei “beni comuni”, a rimanere svuotate di sostanza. La promozione delle risorse ambientali e culturali, del welfare e della formazione, non è affrontata nell'ambito di una strategia (pubblica!) di investimenti di lungo periodo, ma è relegata alla gestione settoriale di ciascuna unità amministrativa. In questo modo, Milano è privata di un confronto, ad esempio, sull’opportunità che uno tra i Comuni più indebitati d'Italia mantenga gli investimenti nel settore aeroportuale; oppure su quali debbano essere i servizi pubblici garantiti dal Comune, e se lo strumento più efficace per garantirli sia la proprietà comunale delle imprese o siano contratti di servizio aperti al mercato e alla concorrenza.

Il luogo giusto per discuterne è il Consiglio comunale. Restituendo al Consiglio i poteri effettivi di bilancio, Pisapia aiuterebbe la logica delle idee a prevalere su quella delle cose. Magari otterrebbe anche il risultato di responsabilizzare un’opposizione che finora si è limitata a vivacchiare sul malcontento delle corporazioni e delle vittime della crisi, senza però esprimere alcun progetto liberale.

Marco Cappato

Presidente del Gruppo Radicale - Federalista europeo

 

Milano, biotestamento in aula patto di maggioranza per sbloccare il voto

 Repubblica -ed. Milano, 10 giugno 2013, Ilaria Carra

Libera dalle grane di bilancio  rinviate all’autunno,  l’aula di Palazzo Marino è  pronta ad approvare il biotestamento.  Che potrebbe così diventare  operativo a settembre. Ormai  è una strada segnata, quella  che dopo l`estate condurrà i milanesi  a poter dichiarare le scelte  sul fine vita. Un nuovo tassello  sulla rotta dei diritti, a un anno  dal via del registro delle unioni civili.  Tra una settimana, martedì  prossimo, dovrebbe esserci l’ultima  commissione consiliare  prima dell’approdo in aula del  provvedimento per l’ok definitivo.  È qui che i laici di Pd e Sel sono  convinti di avere la maggioranza,  anche se restano scettici  nel fronte cattolico e, più prevedibilmente,  nel centrodestra. Sul  piatto ci sono oggi tre testi. I primi due di iniziativa popolare,  dell’associazione "Io scelgo" e  dei Radicali guidati dal consigliere  Marco Cappato: entrambi  danno la possibilità di depositare  le proprie «dichiarazioni anticipate  sui trattamenti sanitari» di  fine vita, sia in Comune, sia a terzi.  

Le "larghe intese" ti vanno strette? Referendum!

 Che le “larghe intese” paralizzino la politica in innumerevoli campi è, per quanto deprecabile, scontato. Che l’unica soluzione sia quella di lamentarsi e protestare contro questo immutabile destino è meno ovvio. Anzi, è sbagliato. E dovrebbero rendersene conto anche i tanti laudatori della nostraCostituzione, alcuni dei quali sono veloci a richiamarla contro gli sconclusionati proclami berlusconiani, ma sono meno attenti a cogliere le potenzialità di un’arma che pure la Costituzione fornisce: l’iniziativa popolare.

"Possono riavere i quattrini perchè sono dei privilegiati"

Matteo Pucciarelli  oggi mi intervista su Repubblica-ed Milano

"Va bene il fatto che gli spetti di diritto, ma il problema è un altro: che qui i diritti spettano alla fine solo ai privilegiati», commenta il presidente 
del gruppo dei Radicali in comune Marco Cappato. 

FINALMENTE I DIPENDENTI COMUNALI POTRANNO AUTENTICARE LE FIRME. BENE PISAPIA. IL MIO SCIOPERO DEL VOTO E' CONCLUSO

 Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo al Comune di Milano 


Da oggi i dipendenti comunali che ne fanno richiesta riceveranno dal Sindaco Pisapia la delega per autenticare le firme sulle iniziative popolari nazionali e comunali. E' stato messo a disposizione sull'intranet del Comune un modulo per presentare tale domanda, in conformità con una legge -quella sulle autentiche- che finora era rimasta disapplicata a Milano.

Eutanasia legale: tre nuove richieste e oltre 15.000 firme con Veronesi, Saviano e Hack

 A seguito della prima giornata di mobilitazione nazionale e raccolta firme del 4 maggio scorso, le firme autenticate sulle proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, promossa dall'Associazione Luca Coscioni, sono ora 15.449.(a questo link la classifica per provincia e le altre informazioni sulla campagna). Ad esse vanno aggiunte le firme raccolte nei Comuni. Proprio al fine di attivare Comuni e Municipi di tutta Italia si terrà una giornata speciale di mobilitazione giovedì 23 maggio.

Sempre nello stesso giorno si sono aggiunti alle personalità che avevano già firmato, come Umberto Veronesi, anche lo scrittore e giornalista Roberto Saviano, e l'astrofisica Margherita Hack (a questo link la lista aggiornata delle personalità)

CHIEDIAMO A MARONI DI NOMINARE UN COMMISSARIO PER DOTARE MILANO DI UN PIANO PER L'ELIMINAZI

 Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni e del Gruppo radicale - federalista europeo al Comune di Milano


Il Consigliere del Comune di Milano e Tesoriere dell’Associazione “Luca Coscioni” Marco Cappato,  Filomena Gallo segretario e legale rappresentante dell’ Associazione “Luca Coscioni” ed il dottor Claudio Cattaruzza, nella sua qualità di invalido civile, hanno presentato al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ed all’Assessore alla Salute, Mario Mantovani, una istanza affinchè intervengano per il rispetto della legge sul P.E.B.A. (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), che ancora a Milano non è attuata. In particolare i firmatari dell'istanza chiedono che Regione Lombardia provveda alla nomina di un Commissario per l'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla legge rispetto alla disapplicazione della normativa da parte del Consiglio comunale.

A questo link il testo completo dell'istanza:
http://www.milanoradicale.it/2013/05/06/istanza-al-presidente-della-regione-lombardia-riguardante-i-piani-di-eliminazione-delle-barriere-architettoniche/

"L'UNICO SCANDALO E' QUELLO DELLA MORTE ALL'ITALIANA"

 Dichiarazione di Marco Cappato, Radicale, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

 
Rispetto alla videotestimonianza di Piera, credo che l'unico scandalo sia quello di leggi che l'hanno costretta a lasciare l'Italia per morire senza soffrire. Lo scandalo è quello della "morte all'italiana", tra sofferenza, clandestinità e esilio. 
A Eugenia Roccella, che si indigna davanti al rischio che la morte sia affidata alla scelta da esprimere attraverso un questionario, chiedo se davvero ritiene meno burocratica la scelta da subire attraverso una condanna a una dozzina di anni di carcere per "omicidio del consenziente".

 
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