+EUROPA, PER FARE COSA? | Marco Cappato
Leader dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, promotore della campagna EutanaSia Legale per vivere liberi fino alla fine.
Marco Cappato, Libertà, Legalità, Laicità.
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Documento politico della mia candidatura alla segreteria di +Europa


Lista dei 10 membri di Direzione: Elisa Serafini, Claudia Basta, Michele De Luca, Marianna Vintiadis, Alberto Alemanno, Marco Gentili, Gilberto Corbellini, Chiara Bisconti, Virginia Fiume, Carlo Maresca. Scopri di più.

Leggi la proposta di modifica allo Statuto.


Più democrazia e libertà fondamentali in Europa

Per fornire ai cittadini soluzioni alla crisi economica, sociale ed ecologica che investe il nostro tempo, lo Stato nazionale è strumento sempre meno adeguato. Eppure la democrazia vive ancora principalmente nella dimensione nazionale: la globalizzazione e la rivoluzione digitale hanno determinato lo svuotamento dei poteri statali formalmente democratici a vantaggio di entità sovranazionali prive di legittimazione democratica diretta. La risposta che si sta pericolosamente affermando nel mondo è quella di un ritorno dei nazionalismi, a partire da potenze come gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, l’India, il Brasile, e dal rafforzamento delle politiche nazionaliste in Europa.


Più Europa nasce con l’ambizione di fornire una soluzione opposta: l’Europa come strumento per governare le grandi questioni che superano i confini nazionali, e per farlo attraverso gli strumenti della democrazia e del diritto. Democratizzare l’Unione europea e far rispettare le regole e i principi fondamentali dell’Unione sono dunque priorità assolute. Più Europa deve significare più democrazia in Europa e rispetto rigoroso per i diritti e le libertà fondamentali di tutti i cittadini in tutto il mondo.



Facile a dirsi

La riforma dei Trattati dell’Unione europea per la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa è un obiettivo non immediatamente perseguibile, perché dovrebbe passare dall’approvazione di Governi esplicitamente mossi da una finalità opposta: trasformare l’Unione europea in un luogo di mediazione tra Stati nazionali.

Più Europa nasce in Italia, e ha come obiettivo immediato di dare forza politica alle speranze liberali ed europeiste nel nostro Paese. È uno scopo fondamentale, ma non sufficiente, come la parabola del Governo Macron in Francia insegna: in assenza di un solido gruppo di alleati e di un movimento politico che esca dai confini nazionali, essere eletti e governare su una piattaforma esplicitamente europeista non basta per poter condizionare le politiche europee. La legittimazione esclusivamente nazionale del Governo finisce infatti per imporre come priorità l’interesse nazionale di breve periodo, come nel caso della Brexit.


La patria europea nasce dal basso

Il percorso verso la patria europea si compie “dal basso”, unendo cittadini di ogni nazionalità su obiettivi comuni: quelli dai quali dipende letteralmente la vita e la felicità di ciascuno, dalla qualità del lavoro e dell’ambiente al rispetto delle libertà fondamentali. Considerati gli ostacoli nel federare gli Stati, è importante permettere alle persone di condividere diritti e opportunità in una comunità paneuropea di libertà, dando piena applicazione ai diritti  di cittadinanza nella Ue:

  1. Dando piena applicazione al movimento dei lavoratori fra paesi membri, rimuovendo le discriminazioni basate sulla nazionalità nel settore pubblico;
  2. “Europeizzando” gli eserciti europei: cioè aprendoli ai cittadini di un altro Paese UE;
  3. Una misura europea contro la disoccupazione, a completamento del mercato comune del lavoro.


Seguire i soldi: nonviolenza vs autoritarismo

Prima ancora di pensare alle regole da cambiare, vanno utilizzate e fatte rispettare le regole esistenti, a partire dall’utilizzo dei fondi: ecco perché un primo impegno di Più Europa deve essere quello di rilanciare la campagna politica affinché nel prossimo bilancio dell’Unione europea siano tagliati i fondi strutturali a quei Governi che li utilizzano per meglio opprimere i propri popoli, come sta avvenendo in Ungheria e in Polonia. Devono essere fatte rispettare le clausole sui diritti umani negli accordi di cooperazione con Paesi terzi, dando piena attuazione al Rapporto del Parlamento europeo del 2008 – che riconosce la nonviolenza come lo strumento più adeguato per l’affermazione dei diritti umani- dirottando i fondi attualmente destinati ad alimentare regimi corrotti e autoritari verso il sostegno di lotte di resistenza nonviolenta.

Va inoltre riformata la Politica Agricola Comune per ridurre i finanziamenti ad attività altamente inquinanti come gli allevamenti intensivi e investire in ricerca per recuperare il ritardo accumulato dall’Europa non solo con gli USA, ma anche con la Cina.

Infine, le riunioni del Consiglio devono essere finalmente pubbliche, perché il segreto del processi decisionali è incompatibile con la democrazia.


Terra chiama più Europa

Secondo la comunità scientifica riunita dalle Nazioni Unite, in assenza di una mobilitazione delle classi dirigenti mondiali l’innalzamento della temperatura supererà i 2° dall’era pre-industriale, arrecando danni alla qualità della vita delle persone in tutto il mondo. Scenari ancora peggiori – con un aumento oltre i 3° e conseguenze devastanti su salute, economia e migrazioni – divengono ogni anno più probabili. L’Europa è l’unico continente al mondo potenzialmente in grado di prendere democraticamente e immediatamente decisioni volte ad evitare la catastrofe. Se l’Unione Europea rimarrà inerte, quando le conseguenze saranno esplose i potenti della Terra ricorreranno a risposte autoritarie e militari.

Più Europa deve allora operare da subito per una mobilitazione europea, in particolare su due fronti determinanti per il futuro del clima e della biodiversità: quella della fiscalità ecologica e della riduzione della popolazione mondiale. Bisogna verificare immediatamente le condizioni per poter avviare una raccolta firme su due Iniziative dei Cittadini Europei (1 milione di firme da raccogliere in almeno 7 Paesi) per chiedere: 1) lo spostamento delle tasse dai redditi più bassi al consumo di risorse ambientali, fissando una accisa compensativa alle importazione extra UE in modo da spingere verso uno standard mondiale di economia di mercato amica dell’ambiente e 2) investimenti e politiche straordinarie per affermare il diritto delle donne in tutto il mondo di scegliere se, come e quando fare figli, determinando prima un rallentamento e poi un rientro dolce della popolazione mondiale sotto l’attuale livello.

È su obiettivi concreti che si dimostra l’esigenza vitale di una patria europea. È su iniziative, non su posizionamenti, che si costruisce un movimento politico in grado di superare i confini nazionali. Queste due proposte – insieme al completamento della campagna Welcoming Europe lanciata da Emma Bonino per politiche europee di integrazione, e alle altre proposte che gli iscritti a Più Europa selezioneranno – contribuiranno a costruire quella patria europea e quel movimento politico.


Per l’Italia: diritto, democrazia, mercato e conoscenza

La distruzione della democrazia, lo sfondamento dei bilanci pubblici, il corporativismo, il giustizialismo, lo statalismo, la rapina fiscale, l’assistenzialismo e la devastazione ambientale, non sono iniziati con il Governo Conte. Da decenni i principi costituzionali sono stati calpestati, anche da parte di alcuni tra coloro che oggi pretendono di ergersi a difensori. L’attuale fase a guida M5S e Lega porta però con sé rischi senza precedenti, anche considerato un contesto internazionale che non è più in grado di stabilizzare il nostro Paese.

Senza aspettare di aver vinto alle elezioni ed essere al Governo, Più Europa deve individuare fronti di iniziativa sui quali mobilitarsi, ed in particolare:

  1. l’impegno per il rispetto delle regole costituzionali in materia di diritti politici-a partire dal diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, alla libertà di voto, e a proporre in condizioni di uguaglianza iniziative popolari e referendarie nonché liste elettorali- e per una giustizia giusta;
  2. la proposta di legge di iniziativa popolare di Andrea Mazziotti per inserire in Costituzione la sostenibilità ambientale e l’equità tra le generazioni;
  3. il sostegno in corso alle battaglie laiche per le libertà civili nel nostro Paese, dall’inizio alla fine della vita (aborto sicuro, droghe legalizzate e regolamentate, eutanasia legale contro l’eutanasia  clandestina, per il diritto egualitario di ogni famiglia e delle persone LGBTI), sino ai temi al cuore della rivoluzione scientifica (la legalizzazione della modificazione genetica umana e vegetale) per non trovarci in ritardo nelle attività dalle quali presto dipenderà in modo determinante salute e qualità della vita di tutti;
  4. il diritto alla conoscenza come priorità in un’economia sempre più immateriale. Occorre dunque impegnarsi per una riconversione delle politiche di welfare verso la scuola, la formazione permanente e la ricerca scientifica, cioè verso le uniche attività in grado di ricreare un minimo di uguaglianza nelle opportunità tra diversi ceti sociali, tra generi, e tra l’Italia e gli altri Paesi europei;
  5. l’impatto sull’ambiente, sulla salute e sul bilancio pubblico di ogni atto legislativo o di governo sia valutato preventivamente da un’agenzia indipendente, che ne valuti poi anche i risultati di applicazione. Tale agenzia si avvarrà del contributo e delle esperienze di ricercatori a livello internazionale, al fine di elaborare analisi basate su fatti scientificamente verificati e delle quali dare pronta, completa ed obbligatoria informazione ai cittadini attraverso un rinnovato servizio pubblico radiotelevisivo e telematico;
  6. intelligenza artificiale al servizio del cittadino: attuare in Italia e proporre su scala europea investimenti e politiche che consentano uno sviluppo dell’intelligenza artificiale per potenziare le possibilità di conoscenza e di iniziativa dei cittadini, in alternativa ad un progresso a leadership statalista-oligopolista mondiale unicamente volto al controllo e alla censura (sul modello cinese) o alla commercializzazione della vita personale attraverso lo sfruttamento dei big data;
  7. libertà economiche, attraverso la difesa del libero mercato sia dallo statalismo corporativista che dallo sfruttamento di rendite di posizione di oligopoli privati e dalla alleanza potere politico-burocrazie statali e capitalismo predatorio. Le liberalizzazioni devono essere attuate mettendo al centro il servizio pubblico e i beni comuni, il federalismo municipale (anche fiscale) facendo pagare le esternalità negative sull’ambiente e sulla società di un capitalismo all’Italiana volto alla privatizzazione dei profitti e alla socializzazione delle perdite.


Più Europa, Più ONU

Le violazioni dei diritti umani e del Diritto Umanitario Internazionale, la responsabilità di proteggere  chi scappa da conflitti, persecuzioni, carestie, cataclismi e povertà per arrivare alla difesa dei vari ecosistemi; la promozione della salute riproduttiva, le biodiversità e i diritti di minoranze e popoli indigeni per conquistare uno sviluppo sostenibile per tutti: sono obiettivi che da sempre fanno parte delle tradizioni politiche alle quali si riferisce di Più Europa. Occorre rilanciare il sostegno e la partecipazione dell’Europa alle attività dell’ONU per la protezione e promozione delle libertà individuali e la tutela di ambiti di vita comuni in cui la forza della Legge s’imponga sulla legge della forza. Un seggio dell’UE in Consiglio di Sicurezza che si faccia garante della Carta delle Nazioni unite, il sostegno finanziario incondizionato ma vigile oltre che la promozione di coalizioni trans-regionali su questioni specifiche, come per esempio il diritto a beneficiare del progresso scientifico, devono caratterizzare la presenza europea nelle organizzazioni internazionali.


Più Europa, più Europe

Un’Europa aperta verso i popoli europei che non sono nella Ue: occorre che l’Ue ritorni a essere orientata a sviluppare l’integrazione con i popoli dei Balcani, dell’Europa orientale, del Caucaso, dalla Turchia all’Ucraina, ai Tartari di Crimea nuovamente vittima di persecuzioni nella loro terra, fino ai cittadini e alle cittadine russe i cui diritti individuali e di espressione sono sempre più limitati. Lo stesso principio di affermazione dello Stato di diritto deve guidare le prospettive di adesione di Israele e degli Stati democratici sull’altra sponda del Mediterraneo.


Le elezioni: uno strumento per costruire l’alternativa

Gli appuntamenti elettorali sono fondamentali per aggregare attorno alle proposte di Più Europa, senza però farsi illusioni né sul carattere democratico delle elezioni in Italia (a partire dalla difficoltà a garantire il diritto a conoscere per deliberare), né sulla solidità di un progetto politico che veda nelle elezioni e nella rappresentanza elettorale l’unico obiettivo. La possibilità di tenuta e di vita nel lungo periodo di Più Europa è legata innanzitutto alla capacità di operare come movimento presente nella società e che produce iniziative militanti adeguate rispetto agli obiettivi che si prefigge. Il successo elettorale potrà in quel caso essere una conseguenza, eventualmente anche non immediata, di quel radicamento sociale e di quella capacità di iniziativa civica e nonviolenta.

Per le elezioni europee è necessario aprire il progetto a tutti coloro che condividono la priorità federalista europea, ecologista, civica, laica, liberale e sociale. Fermo restando il riferimento di Più Europa all’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa – un riferimento da rafforzare attraverso il coinvolgimento su iniziative paneuropee – si deve cercare un accordo con forze che abbiano come riferimento altri partiti europei anti-nazionalisti, a partire dai Verdi europei. Una politica di alleanze che non sia l’unione di microburocrazie partitiche, ma la conseguenza della condivisione concreta di obiettivi di mobilitazione, potrebbe innescare un processo di aggregazione che faccia di Più Europa un perno riformatore della politica italiana e non solo.

Anche alle prossime elezioni nazionali italiane Più Europa può essere il detonatore di una aggregazione federalista liberale e anti-nazionalista, animando l’alternativa sia alla conservazione del vecchio regime partitocratico a guida del PD per come ha operato sinora, sia all’alleanza Lega-Movimento 5 Stelle.


Più partecipazione in Più Europa

Là dove i cittadini hanno la possibilità di partecipare in maniera informata e trasparente alla decisione pubblica, la qualità delle decisioni migliora. I meccanismi decisionali chiusi limitano il concepimento della proposta, la selezione dei temi, l’iniziativa agli organismi dirigenti. Un movimento politico chiuso è destinato a parlare solo agli uguali a sé, riflettendovisi come in uno specchio.

Più Europa si fonda sulla “partecipazione politica di cittadinanza”. La cittadinanza politica degli iscritti viene affermata in via statutaria e realizzata attraverso strumenti digitali secondo regole, metodi e tecnologia trasparenti, aperti e coerenti con i principi democratici.

La partecipazione politica in Più Europa è la sostanza politica di Più Europa – il movimento della democrazia e dell’iniziativa popolare.


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