10 proposte Leonardo D'Urso (LaVoce.info) per ridurre il numero di processi

Domanda di Dave:

Cosa ne pensi delle 10 proposte per ridurre il numero di processi avanzata da Leonardo D'Urso su LaVoce.info?

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002692.html

1) Trasformare il contributo unificato in “cauzione per il servizio giustizia”. Nell’ormai famoso rapporto Doing Business, in Italia il “Court cost”, è stimato in 1.465 euro (il 2,9 per cento del valore della controversia) contro una media nei Paesi dell’area Ocse di 2.303 euro pari al 4,6 per cento. Nonostante i recenti aumenti, il costo chiesto dallo Stato per erogare il servizio giustizia è ancora sotto la media internazionale. In realtà, il problema non è tanto l'ammontare del suo costo quanto il fatto che deve essere considerato una cauzione da rimborsare in caso di vittoria a spese del soccombente.
2) Vietare la compensazione delle spese processuali
. La pratica diffusa da parte dei giudici di compensare le spese processuali e le parcelle degli avvocati, non solo è premiante per la parte soccombente, ma ha creato un forte incentivo economico a fare causa. Occorre prevedere meccanismi automatici che addossino al soccombente le spese di giudizio e le parcelle dei legali di controparte.
3) Estendere i meccanismi sanzionatori anche in primo grado
. Occorre estendere il meccanismo sanzionatorio introdotto in appello e cassazione della condanna da  250 a 10mila euro per la parte che ha introdotto istanze inammissibili o manifestamente infondate anche in primo grado applicandola anche a chi resiste indebitamente in giudizio. Ogni tribunale deve avere un suo budget di costi e ricavi pubblicato online di cui il presidente sia responsabile.      
4) Introdurre le tariffe a forfait e incentivare i patti di quota lite
. Il mantenimento delle tariffe minime per gli avvocati sono un falso problema. Quello vero è la responsabilizzazione anche economica dei legali sul risultato della loro prestazione. Sicuramente una soluzione è l’introduzione del compenso a forfait, sul modello tedesco, proposto da Daniela Marchesi insieme al mantenimento del patto di quota lite che permette anche ai meno abbienti di rivolgersi ai migliori avvocati.
5) Cambiare il criterio di remunerazione dei giudici di pace
. Il giudice di pace percepisce dei compensi in base al numero di udienze effettuate e dei provvedimenti emessi. Il criterio incoraggia l’allungamento dei tempi tramite la celebrazione di più udienze e scoraggia la possibilità di invito alla mediazione prevista nell’art. 5.2 del Dlgs. 28/10. Anche ai giudici di pace si potrebbe applicare un compenso a forfait.     
6) Avviare indagini e approvare urgentemente una normativa antifrode nel settore Rc auto.
Nelle zone in cui il numero di cause di Rc auto non sono in linea con il resto d’Italia, occorre far avviare dalla Guardia di finanza indagini approfondite per individuare eventuali truffe e reati, anche di natura fiscale. Inoltre, bisogna rafforzare e approvare il disegno di legge antifrode presentato in Parlamento: la posizione dell’Ania sulla questione è riassunta nella recente relazione al Senato. Due esempi lampanti da eliminare: la possibilità della cessione del credito del diritto al risarcimento del danno (in breve, il carrozziere o il professionista si compra il diritto del credito dal presunto danneggiato facendo causa all’assicurazione per un importo maggiorato del suo “rischio imprenditoriale”) e la liquidazione omnicomprensiva, inclusiva delle parcelle dei professionisti, che le compagnie liquidano ai danneggiati, fonte di possibile evasione fiscale. 
7) Far diventare titolo esecutivo gli accordi sottoscritti da avvocati
. Come avviene in Francia, gli accordi tra le parti assistite dai rispettivi avvocati, previa omologa da parte dei presidenti dei tribunali, potrebbero avere valore di titolo esecutivo. In questo modo si incentiva il negoziato diretto. Ovviamente, il tentativo di negoziazione in caso di insuccesso non deve valere come esperimento del tentativo di conciliazione.  
8) Introdurre l’obbligatorietà della sottoscrizione di polizze di tutela legale nei settori ad alto contenzioso. 
In Germania le polizze di tutela legale sono molte diffuse. Come una polizza sanitaria, la polizza di tutela legale rimborsa le parcelle del proprio legale di fiducia, le perizie tecniche e il contributo unificato. In Italia esistono ma sono poco diffuse. Tra l’atro, pochi cittadini sanno che solitamente questa polizza è già inserita in quella di Rc auto. Per i condomini e le aziende dovrebbe essere obbligatoria.    
9) Estendere la conciliazione a tutto il contenzioso civile
. Nei primi sei mesi di applicazione, il 52,58per cento degli incontri di mediazione si è chiusi con un accordo, l’80 per cento delle volte le parti sono state assistite dai legali. Sulla base di questi dati favorevoli, bisogna estendere il tentativo di conciliazione come condizione di procedibilità a tutte le controversie civili e commerciali che vertono su diritti disponibili, alle separazioni e divorzi e al settore penale nei reati perseguibili a querela di parte.
10) Favorire gli inviti dei giudici in mediazione. 
Per smaltire l’enorme arretrato, occorre che il Csm includa nei criteri di valutazione della professionalità dei giudici un parametro che indichi il numero di cause pendenti chiuse in mediazione in applicazione dell’art. 5.2 del Dlgs 28/10 che permette ai magistrati di invitare i litiganti in mediazione.

Risposta:

Mi sembrano proposte ragionevoli, anche se non ho la competenza tecnica per valutare possibili obiezioni. Credo però che proposte di questo tipo non siano una rispsota al problema dell'immenso carico dei procedimenti pendenti.